Chi Siamo - Approfondimento
Il 4 novembre 1998 nasce il nuovo "Progetto di Cooperativa Sociale Il Martin Pescatore". Il progetto prevede:
- l'inserimento al lavoro presso la cooperativa di pazienti in carico al Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale dell'Azienda USL Bologna Sud;
- una stretta collaborazione ed integrazione pubblico/privato tra il Servizio di Salute Mentale e la cooperativa per mantenere la necessaria continuita' terapeutico-riabilitativa e la necessaria protezione sociale per il tempo occorrente alla realizzazione dell'inserimento lavorativo. I livelli di collaborazione e di integrazione sono definiti da una convenzione sottoscritta dalle parti;
- punto nodale del progetto e' il percorso lavorativo previsto per ogni singolo paziente inserito, che si caratterizza sostanzialmente per la elasticita' con la quale e' possibile seguire il singolo utente, le sue attitudini, le sue difficolta', le sue capacita' di apprendimento e di crescita. Abbiamo cioe' cercato di coniugare, per cosi' dire, protezione sociale e produzione, riabilitazione e lavoro.
Dalle esperienze di cooperative simili sappiamo bene come queste esigenze siano difficilmente coniugabili: da una parte i laboratori protetti, le attivita' ergoterapiche, rivolte a pazienti che presentano in genere una grave problematicita', completamente al di fuori del mercato del lavoro. Dall'altra inserimenti in borsa lavoro i quali, per avere un buon esito cioe' l'assunzione, devono essere indirizzati a persone con una bassa compromissione della capacita' lavorativa; oppure le cooperative di tipo "B" che, per sopravvivere, si mantengono in piccolissime situazioni di nicchia o si evolvono con una connotazione marcatamente produttiva non riuscendo piu' ad effettuare inserimenti lavorativi numericamente consistenti di persone con disabilita' psichiche.
L'inserimento al lavoro presso la nostra cooperativa avviene attraverso varie fasi o tappe che ogni singolo utente puo' percorrere per intero oppure parzialmente secondo il progetto comune e concordato tra psichiatra inviante, cooperativa e paziente.
Non pochi inserimenti nel normale circuito del lavoro, sia pubblico sia privato, promossi e seguiti dal Servizio di Salute Mentale, non avevano tenuto nel tempo e si erano rivelati estremamente ardui e forieri di problemi: da un lato cio' avveniva per le difficolta' del paziente a reggere alle richieste di produttivita' ed efficienza, dall'altro per i reali ostacoli che un ambiente di lavoro incontra nel farsi carico delle problematiche, talora gravi, di una persona con disagio psichico. Questa iniziativa era caratterizzata da un elevato livello di protezione, piuttosto che dalla produttivita'.
Seguendo un ordine che potremmo definire di tipo riabilitativo le fasi di inserimento lavorativo sono le seguenti:
- I FASE: inserimento lavorativo in retta con borsa lavoro. Questa fase si riferisce in genere a persone con gravi disturbi psichici e gravi disabilita' secondarie senza esperienza lavorativa alle spalle o con fallimenti in questa direzione. La retta e' prevista dalla convenzione e quindi erogata dal sistema sanitario nazionale. Il livello di protezione ambientale e' molto elevato e fornito da educatori professionali e da infermieri professionali i quali aiutano il paziente nei tempi della relazione con gli altri lavoratori, cosi' come lo sostengono nell'apprendimento delle tecniche lavorative e nel lavoro stesso. Questa fase comporta fino a un massimo di 16 ore settimanali lavorate. E' una fase di scarsa o nulla produttivita' che dura per uno o piu' periodi di sei mesi. E' la sezione "A" della cooperativa, sviluppata pero' in un contesto produttivo.
- II FASE: inserimento lavorativo in borsa lavoro. Questo tipo di inserimento e' rivolto a pazienti che hanno esaurito la I fase, cioe' hanno raggiunto livelli di autonomia migliore con necessita' ridotte di protezione sociale ma ancora con capacita' lavorative insufficienti. E' inoltre rivolto a pazienti inseriti per la prima volta in cooperativa con esperienze analoghe alle spalle non continuative e con necessita' quindi di una moderata protezione ambientale. L'inserimento lavorativo e' di un massimo di venti ore settimanali. La durata e' variabile in funzione del grado di compromissione delle capacita' di apprendimento lavorativo. Il sostegno riabilitativo in questa fase, anche se costantemente presente, e' variabile in relazione soprattutto al presentarsi o meno di situazioni di crisi durante il periodo di inserimento. In questa fase siamo all'interno della sezione "B", con un sostegno di tipo "A" quando necessario.
- III FASE: inserimento lavorativo come socio dipendente della cooperativa.
E' lo sbocco naturale delle prime due fasi, quando il progetto e' stato portato a termine. Il monte ore di assunzione varia sia secondo la necessita' di lavoro della cooperativa sia in relazione alle capacita', ma anche al desiderio, di impegno da parte del paziente. In questa fase la maggiore attenzione e' posta alla produttivita' anche se il paziente in caso di bisogno puo' giovarsi della costante presenza degli operatori sanitari. E' la sezione "B" della cooperativa.
L'aspetto per noi peculiare e' che le tre fasi di inserimento lavorativo possono essere sviluppate sia in senso orizzontale (riguardare cioe' pazienti diversi), sia soprattutto in senso verticale (riguardare cioe' la stessa persona); in questo secondo caso, nel periodo di lavoro con questa nuova organizzazione (il 1999 e il 2000), abbiamo potuto osservare come la concomitanza di piu' fasi (ad esempio la I e la III oppure la II e la III) sia la formula piu' gradita ai pazienti. La spiegazione di cio' sta probabilmente nel fatto che una parte di lavoro, prestabilita, ad elevato livello di protezione, piu' una parte di lavoro, variabile, molto meno protetta e piu' orientata alla produttivita' rispecchia molto meglio, e quindi e' piu' rassicurante, l'andamento del disturbo psichico che per definizione alterna periodi di buon compenso con periodi di maggiore acuzie. Cio' ha permesso una continuita' al lavoro estremamente elevata con periodi di assenze molto bassi; e indici di ricovero, in concomitanza con fasi di scompenso, esigui.
La contemporanea presenza di utenti soci in fasi di inserimento lavorativo diverse ha inoltre consentito una circolarita' delle fasi lavorative per cui e' stato possibile incrementare la produttivita' nonostante la scarsa o nulla produttivita' di alcuni o le situazioni di crisi di altri.
ORGANIZZAZIONE E ASPETTI OPERATIVI
La cooperativa sviluppa due attivita' produttive storiche: la MANUTENZIONE DEL VERDE e il LABORATORIO DI RESTAURO. Dal maggio 2001 si affianca alle attivita' storiche sopradescritte la GESTIONE DI UNA STAZIONE ECOLOGICA. Quest'ultimo progetto si inserisce nelle finalita' dello Statuto Sociale della cooperativa in quanto, per la prima volta, permette di offrire ai nostri ragazzi inseriti alcune ore lavorative da svolgersi in totale autonomia, mantenendo tutte le protezioni necessarie attraverso la pronta e costante reperibilita' della cooperativa. Per i nostri utenti questa esperienza significa proseguire un percorso terapeutico/riabilitativo strutturato con tutta la protezione necessaria ai propri bisogni di recupero funzionale, che si sviluppa via via attraverso livelli decrescenti di protezione ambientale e sociale fino ad una attivita' lavorativa vera e propria. La scelta di questo tipo di organizzazione e' legata a tre elementi precisi:
- acquisizione di tutte le tecniche necessarie all'esecuzione di un buon lavoro;
- acquisizione di una visione globale del lavoro;
- acquisizione del senso di appartenenza ad un gruppo.
Questa soluzione ci permette di monitorare con elevata frequenza l'andamento formativo e terapeutico-riabilitativo delle singole persone, fornendo loro tutti quegli elementi rassicuranti di cui necessitano. A tale proposito i pazienti inseriti sono affiancati da operatori sanitari (educatori professionali e infermieri professionali) il cui compito consiste nel fornire un clima favorente il superamento della paura legata all'esposizione prolungata alle relazioni.
I gruppi di lavoro sono attualmente cosi' composti:
- 1 operaio specializzato
- 1 operaio comune
- 1 educatore professionale
- 1 infermiere professionale
- 6 pazienti FASE I
- 6 pazienti FASE MISTA: I + III
Laboratorio di restauro:
- 1 tecnico artigiano
- 1 educatore professionale
- 1 infermiere professionale
- 7 pazienti FASE I
- 8 pazienti FASE MISTA: I + III
Stazione Ecologica:
- 6 pazienti
L'orario di lavoro e' diversificato a seconda delle fasi I, II, III prima descritte, delle esigenze produttive della cooperativa e di variabili esterne alla produzione come ad esempio l'andamento stagionale per cio' che riguarda la manutenzione del verde. L'orario di lavoro degli utenti inseriti in fase I e' di 16 ore settimanali distribuite su 4 giorni lavorativi. L'inserimento in fase II e' variabile a secondo del progetto individuale elaborato, d'accordo con l'equipe curante, ed arriva ad un massimo di 20 ore settimanali. La fase III prevede l'assunzione e l'associazione come soci della cooperativa; si modifica di volta in volta in relazione all'esigenza produttiva, alla richiesta di mercato, alle attitudini del singolo utente e varia da un minimo di 2 ore settimanali fino ad un tempo pieno vero e proprio.
Ragione Sociale
IL MARTIN PESCATORE SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE A RESPONSABILITA' LIMITATA - O.N.L.U.S.
Indirizzo: Via Brodolini 7/a - Monte San Pietro (BO)
Telefono: 051/6761870
Fax: 051/6760480
C.F.: 04013640372
P.IVA.: 00689551208
Registro delle Imprese di Bologna: N. 04013640372
R.E.A. della C.C.I.A.A. di Bologna: N. 332.375
PREFETTURA sez. Produzione Lavoro e sez. VIII sociale tipo "A" e "B"
ALBO REGIONALE COOPERATIVE SOCIALI sezione "B e A"
Posta Elettronica: info@ilmartinpescatore.org
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