Il Martin Pescatore - Attivita' Riabilitative

Attivita' Riabilitative

L'intervento riabilitativo all'interno di Il Martin Pescatore e' volto a evitare la cronicizzazione dello stato psicotico attraverso il riapprendimento di abilita' strumentali, sociali ed affettive

attivita' riabilitative

Esso rappresenta il risultato di scelte maturate nel lavoro della riabilitazione al di fuori della cerchia istituzionale, individuando risposte sempre piu' tendenti a favorire e valorizzare i dati della "normalita'" (percorsi evolutivi) attraverso l'individuazione delle differenze, dei ruoli e delle competenze.

In questa ottica riabilitazione assume il significato di progettualita' condivisa dall'intero gruppo di lavoro e capace di comprendere, integrare e modificare strategie del percorso evolutivo, volte a valorizzare competenze, abilita', capacita' in relazione ai diversi contesti del soggetto (famiglia, contesto sociale,...).

Per attuare il progetto riabilitativo sono necessarie persone con una professionalita' elevata e specifica nel campo socio sanitario, educatori professionale ed infermieri professionali.
Tali figure professionali sono garanti dell'attuazione di due tipi di sperimentalita' parallele, in collaborazione con il Servizio di Salute Mentale dell'Azienda USL Bologna Sud:

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Il contesto riabilitativo e' costituito dal laboratorio di restauro, dai cantieri in giardinaggio, dagli spazi all'interno della cooperativa cosi' come tutti i momenti in comune.

Lo sforzo primario e' teso a creare un ambiente protetto e accogliente in cui i pazienti si sentano partecipi della cura degli spazi, dei materiali e delle attrezzature utilizzate per l'attivita'; per accogliente intendiamo anche l'aspetto relazionale di accettazione positiva, di calore nello scambio reciproco, nel racconto delle esperienze quotidiane. Questo ambiente favorisce un rapporto di fiducia e rassicurazione anche tra paziente e paziente creando momenti di sostegno e aiuto rispetto alle difficolta' date dalla malattia.

La nostra attenzione al nascere e svilupparsi delle relazioni in genere tra pazienti e' tesa inizialmente ad evitare il peggioramento di equilibri delicati, poi alla promozione della tolleranza degli atteggiamenti negativi. Il legame costruito dall'operatore utilizzando empatia, presenza costante e rassicurante crea un rapporto che cerca di trasmettere fiducia in se stessi per potersi relazionare con gli altri non in termini persecutori, ma come una piu' ampia gamma di risorse e opportunita' evitando la tentazione di richiudersi. Particolare attenzione viene posta al problema delle regole comuni, poiche' l'accettazione di queste rappresenta un elemento di rassicurazione rispetto alle proprie paure e un aiuto nella strutturazione temporale della giornata, cosi' come del proprio spazio interiore: l'alternativa al lavoro e' spesso rappresentata dal restare a letto senza far nulla o dal vagare in paese senza meta.

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Le regole devono essere chiare e precise in quanto aiutano il paziente ad elaborare il principio di realta' e sono un contenitore delle pulsioni. L'accettazione delle regole e' successiva alla loro contrattazione e condivisione: alcune riguardano il rispetto delle norme aziendali come l'orario di lavoro, l'assiduita', la puntualita', assenze e ritardi motivati ecc.; altre il rispetto degli altri e del loro lavoro: la cura di se', l'aggressivita', il controllo emotivo. Fondamentale e' il ruolo degli operatori sanitari come figure di riferimento che devono essere costanti nel tempo per permettere un rapporto di fiducia e devono sapere "somministrare" se stessi sostenendo, provocando, accogliendo e aiutando il paziente e i suoi vissuti in un continuo lavoro di ridefinizione.

La chiave di accesso al soddisfacimento di questi bisogni passa attraverso il fare insieme.

Fin dall'inizio della giornata lavorativa l'intervento degli operatori si esplica nella pratica quotidiana assieme e a fianco ai pazienti: l'arrivo mattutino con l'accoglienza nella sala comune, il mettersi il camice e la tuta nello spogliatoio con loro, l'essere vicini in ogni momento del lavoro e durante la pausa. La valenza relazionale di cio' e' duplice poiche' fa riferimento sia al sostegno e al contenimento degli aspetti personali, sia alla spiegazione, all'esecuzione e al controllo delle diverse fasi lavorative. Gli operatori infatti hanno imparato le varie mansioni e sono in grado di seguire e organizzare il lavoro dando le indicazioni necessarie per il corretto svolgimento.

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All'inizio dell'inserimento ad ogni paziente viene chiesto quale lavoro preferisca tra quelli piu' semplici, per esempio usare la scopa nell'attivita' di giardinaggio, usare lo sverniciatore in restauro. Gli operatori li affiancano nell'esecuzione, dando consigli sul fare e/o affrontando aspetti personali per sviluppare una componente relazionale. Quando la valutazione risulta positiva rispetto alle richieste lavorative, alle dinamiche di gruppo e l'utente si sente pronto, passa a fasi piu' complesse fasi dove viene seguito fino al loro apprendimento (es lucidatura dei mobili, o uso del decespugliatore). Il progetto e' continuamente ricalibrato in base ai feed back dell'utente per ottenere una stimolazione ottimale che contenga regressioni o crisi. Nei periodi di maggior difficolta' nel far fronte alle richieste lavorative e/o relazionali dell'ambiente e' possibile cambiare mansione o ritornare a fasi di lavoro piu' semplici.

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Un altro potente stimolo di investimento e autostima e' dato dalla possibilita' di essere assunto come socio lavoratore in cooperativa. Il segno della crescita personale e' sottolineato dall' assenza degli operatori sanitari nelle ore di assunzione svolte in autonomia con i tecnici e dal pagamento delle ore in base alle tabelle contrattuali, funzionando anche come motivazione per il riconoscimento e integrazione sociale. Le osservazioni su ogni paziente vengono raccolte in una scheda che si compila trimestralmente: i dati riguardano il rendimento di lavoro, l'adeguatezza del comportamento, la disponibilita', la socializzazione ed una relazione complessiva del periodo. Con la stessa cadenza viene fatta la verifica con lo psichiatra inviante in cui si discute l'andamento del progetto ed eventuali variazioni sul percorso.

Tutto cio' si riferisce al lavoro comune quotidiano; non mancano tuttavia momenti, integrati negli interventi riabilitativi, di attivita' sociali, culturali e di tempo libero esterni, volti a:

E' con queste finalita' che ogni anno la cooperativa Il Martin Pescatore organizza per i propri soci e utenti:

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